Breve ode a Trieste

August 27, 2018

D’un tratto ti ritrovi ad amare Trieste, alla follia.

La ami da una finestra, all'improvviso, incapace di prendere coscienza del processo che ti ha portato a sentire un simile fuoco nel cuore mentre riempi i tuoi occhi di scene e scorci di ogni sorta. I suoi gabbiani mangiatutto, i gatti sui tetti, le persone che hai incontrato, che è come se vivessero dentro di te.

Tutti, dai passanti agli amici più stretti. Dai folli che sanno come bisogna vivere ai pazzi, quelli veri. Il suo cielo più blu di tutti gli altri, quando c’è la signora Bora a spazzare via tutto ciò che trova. I suoi interminabili scalini, la pioggia forte, la puzza di pesce. Tutto. I parcheggi impossibili, le case storte, i panorami, qualche volta apocalittici.

E sì, anche la ferriera, nella sua imponenza, che fa così Pink Floyd. Il suo mare di una bellezza spiazzante, nero e impetuoso o blu e pacato.

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